OTELLO

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L'uxoricidio che suggella nel sangue il breve incontro fra la bianca Desdemona e il nero Otello fa sì che da oltre quattrocento anni - la sua scrittura potrebbe infatti risalire al 1603-4 - quest'opera venga vista soprattutto come la tragedia della gelosia, quasi come il ritratto di un'Italia esotica e proverbialmente passionale. Non sorprende che l'"Otello" abbia ispirato i grandi melodrammi di Rossini e Verdi. Ma, come hanno avvertito anche i nostri migliori talenti teatrali (Gassman, Randone, Carmelo Bene, Leo De Berardinis, Gabriele Lavia, per citarne solo alcuni), in questa tragedia "privata" si intrecciano molte altre dimensioni: oltre a essere una parabola che parla di scontro di civiltà, di razzismo e di emarginazione, l'Otello è anche, grazie all'arcana creazione shakespeariana di un personaggio come Iago, l'inquietante cronaca di un malvagio condizionamento psichico. Tra le versioni cinematografiche, geniale quella interpretata e diretta da Orson Welles, forse ancor più della riduzione operata dal grande sir Laurence Olivier. Da ricordare anche la magistrale interpretazione di Kenneth Branagh nel ruolo di Iago nel film del 1955. Nota biografica, bibliografia essenziale e cronologia delle opere di Agostino Lombardo.